Travis Barker, Matt Cameron e l'addio ai Pearl Jam: "Non è l'età"

Il batterista dei Blink-182 si racconta e riflette sulle scelte dei colleghi
Travis Barker, Matt Cameron e l'addio ai Pearl Jam: "Non è l'età"
Credits: Sebastiano Tomà / Concessione in uso a Rockol

È stato uno degli addii più imprevisti in un anno complesso per band e batteristi: Matt Cameron l'anno scorso ha lasciato i Pearl Jam, dopo oltre 25 anni. Secondo un collega, non è per ragioni legate all'età o alla tenuta fisica: Travis Barker, batterista dei Blink-182, in una lunga intervista a Vulture, è intervenuto sul tema dei recenti cambi di formazione nelle grandi band rock, affrontando anche il caso dell'ex ormai ex batterista della band di Seattle.
Parlando in occasione dell'uscita del documentario "Louder Than Fear", Barker è stato invitato a commentare il periodo in cui diversi batteristi di gruppi storici sono usciti dalle rispettive band, tra cui Josh Freese (Foo Fighters) e lo stesso Cameron.

"Mi chiedo se, dal punto di vista stilistico, fossero davvero adatti a quelle band", ha spiegato Barker. "A volte prendi una decisione sbagliata e il tuo livello tecnico e il tuo stile sono due cose diverse. Puoi avere qualcuno che sulla carta sembra perfetto per un progetto, ma poi non si adatta davvero". Parlando nello specifico di Cameron, Barker prende però nettamente le distanze dall'idea che il problema fosse la capacità di continuare a suonare: "Nel mio cuore, non penso che Matt Cameron abbia lasciato i Pearl Jam perché non riusciva più a farlo. È un batterista straordinario. Certe cose non si possono fingere. È tutta una questione di gusto".

Il batterista dei Blink-182 usa poi un esempio personale per spiegare il suo ragionamento. Racconta di avere prodotto, scritto e suonato nell'ultimo album degli Alkaline Trio con un obiettivo preciso: "Il mio compito era essere il batterista dei loro sogni. Non si trattava della mia missione personale o di quello che volevo fare io". Secondo Barker, molti musicisti cadono nell'errore di voler dimostrare tutto quello che sanno fare invece di mettersi al servizio della canzone: "Non si tratta di mostrare il proprio livello tecnico. Si tratta di rendere grande una canzone e di fare quello che il brano richiede". Solo quando la band lo incoraggia esplicitamente, aggiunge, si concede di "fare il Travis Barker" dietro alla batteria.

"Louder Than Fear" è un documentario girato nell'arco di nove anni che ripercorre la sua carriera, l'incidente aereo del 2008 e il lungo percorso di recupero che lo ha portato a tornare sul palco. "La musica è come l'ossigeno per me", dice nell'intervista. "Non posso vivere senza. Suonare la batteria è il modo in cui sono sopravvissuto, ancora e ancora".

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